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CHIRURGIA DELLE ARTERIOPATIE DEGLI ARTI INFERIORI

Autore: Bortolani
Editore: POLETTO
ISBN/EAN: 9788886786737
Anno: 2004
Pagine: 54
Formato: Brossura
Dimensioni: 15,5x21cm

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QUADERNI DI CHIRURGIA VASCOLARE
collana diretta da Ettore M. Bortolani
L’iniziativa scaturisce dall’esperienza del professor Ettore M. Bortolani, professore di Clinica Chirurgica presso l’Università degli Studi di Milano, con la direzione dal 1998 del Padiglione Zonda dell’Ospedale Maggiore di Milano e della II Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare dell’Università degli Studi di Milano.
Le arteriopatie degli arti inferiori rappresentano un capitolo di patologia che ha riconosciuto un iniziale inquadramento nosografico a cavallo fra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta.
Successivamente, l’accumularsi delle esperienze, il progresso e il perfezionamento delle tecniche diagnostiche hanno consentito di precisare ulteriormente i diversi aspetti epidemiologici, anatomopatologici, diagnostici e terapeutici.
Fino ad allora, e purtroppo ancora in tempi non così lontani, i disturbi vascolari agli arti inferiori venivano non infrequentemente interpretati come segni di patologie osteoarticolari, muscolari o neuritiche, con la relativa somministrazione di terapie, che altro effetto non producevano se non il progressivo peggioramento della malattia arteriosa.
Anche a carico degli arti inferiori, così come in tutti gli altri distretti arteriosi, la causa di malattia maggiormente rappresentata è l’arteriosclerosi, anche se non vanno dimenticate altre eziologie, prima fra tutte la malattia diabetica, con le ben note complicanze neurovascolari periferiche.
La chirurgia offre diverse soluzioni sia per la patologia stenotico-ostruttiva che per quella aneurismatica delle arterie degli arti attraverso le tecniche dell’endoarteriectomia, del bypass e della sostituzione di segmenti arteriosi lesi con innesti protesici, riservando ancora un ruolo non marginale alla rivascolarizzazione indiretta attraverso interventi di simpaticectomia.
Più di recente ed in casi selezionati sono state impiegate tecniche endovascolari con dilatazione dei segmenti stenotici e l’applicazione di stent, che hanno consentito un ulteriore ampliamento del bagaglio terapeutico del chirurgo.
In relazione all’eziopatogenesi della lesione arteriosa, l’intervento chirurgico deve sempre essere seguito da attento ed assiduo controllo dei fattori di rischio responsabili dell’arteriopatia, al fine di non inficiare anche nel tempo il buon risultato emodinamico raggiunto
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