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Breast Reconstructive Surgery (6 DVD) - Chirurgia Ricostruttiva del Seno

Autore: Nava Maurizio
Editore: PICCIN EDITORE
ISBN/EAN: 9788829919024
Anno: 2009
Formato: CD/DVD ROM



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Stato: Disponibile

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Qual è il significato reale di chirurgia oncoplastica nei tumori della mammella? In effetti, è una parola un po’ inflazionata usata molto a volte con appropriatezza altre volte magari senza raggiungere il vero obiettivo e significato di quello che questa frase racchiude. Sicuramente partirei da un consensus che è stato tenuto a Firenze nel 1998 dove una serie di esperti italiani sia di chirurghi generali e senologi sia di chirurghi plastici si è riunita e ha cercato di stabilire quali fossero le condizioni essenziali per la chirurgia ricostruttiva della mammella. Bene la frase conclusiva che ha raccolto questo consensus è riassumibile in poche parole, cioè che la chirurgia ricostruttiva della mammella è, di fatto, una parte integrale del trattamento chirurgico del tumore mammario e questo direi che è importante e ci spiega in passo successivo all’oncoplastica. Abbiamo detto prima cosa significa realmente oncoplastica ?oncoplastica ha tre diversi significati fondamentali sicuramente è il controllo locale della malattia, il risultato cosmetico e la preservazione della funzione dell’organo, questi tre obiettivi se si parla di oncoplastica debbono essere raggiunti ovviamente non in tutte le situazioni è chiaro e comprensibile che per il tumore della mammella dovrò soddisfare i primi i due goal della chirurgia oncoplastica e che sono il controllo della malattia e il risultato cosmetico perché la funzione a una mammella ricostruita sarà impossibile darla cioè la possibilità di allattare perché non possiamo ricostruire la ghiandola, mentre invece in altre aree come la testa e il collo, i tumori delle parti molli, o i tumori cutanei deve essere soddisfatta anche la ricerca della funzionalità e faccio un esempio banale se operiamo per un tumore cutaneo o d’altro labbro naso occhio debbo dare la possibilità al paziente di poter respirare normalmente con il naso, oltre al risultato cosmetico, di poter alimentarsi correttamente oltre ovviamente al risultato cosmetico e al controllo della malattia e ancora in una palpebra di avere una visione adeguata. Per cui l’oncoplastica è sicuramente un nuovo modo di pensare, un nuovo modo di pensare a come affrontare il problema del tumore della sua localizzazione nella mammella e di come comportarsi di conseguenza è uno stile diverso di lavorare stile diverso di lavorare significa che bisogna cercare di affrontare il problema non più come singolo aspetto ma come un complesso di situazioni che debbono portare ad un risultato che abbiamo prima definito, controllo della malattia e cosmetico di conseguenza è un lavoro sicuramente pluridisciplinare che abbraccia più figure ma che nel momento della chirurgia ne abbraccia due fondamentali che sono il chirurgo senologo e il chirurgo ricostruttore per poter soddisfare quello che abbiamo appena detto. Sicuramente offre nuove strategie sia dal punto di vista chirurgico sia dal punto di vista del risultato sia dal punto di vista di come approcciare la paziente perché la paziente dovrebbe in teoria avere un consulto fin dall’inizio perché sappiamo che il percorso ricostruttivo parte con la mastectomia anzi la mastectomia è il momento essenziale di una buona ricostruzione, perché una buona mastectomia che conservi i punti fondamentali anatomici permette di ottenere una buona ricostruzione; poi offre nuove opportunità sia alle pazienti soprattutto per avere una qualità di vita migliore sia ai chirurghi e agli altri operatori sanitari che si occupano della mammella per un nuovo tipo di lavoro. Sicuramente la chirurgia plastica dà la possibilità di non avere limiti alla re-sezione e questo cosa vuole dire ed è maturato soprattutto nell’esperienza dei tumori delle parti molli della testa e del collo oggi si fanno interventi impensabili 20 anni fa perché la possibilità di sfruttare i lembi muscolo cutanei e altri tipi di lembi quali liberi permette di poter ricostruire le zone e di raggiungere la famosa radicalità oncologica; lo stesso vale naturalmente per la chirurgia della mammella partendo dal Milano 3 che è il trial pubblicato alla fine degli anni 80 da un’esperienza di studio monocentrico e randomizzato eseguito presso l’Istituto Nazionale dei Tumori e voluto dal professor Veronesi dimostra chiaramente questa diapositiva ed è la stessa che il professor Veronesi utilizza proprio per spiegare i motivi di una maggior aggressività locale con il trattamento radio-terapico la IOR intra-operatorio dimostra che le recidive locali nel 90 % sono proprio nel letto nell’area del quadrante dove io rimuovo il quadrante questo forse anche proprio con la IOR credo voglia dimostrare che se ci fosse una radicalità maggiore se si potesse fare salvaguardando la cosmesi si potrebbe ridurre questa percentuale di recidive locali. Questo è per far vedere come, in effetti, in un quadrante già eseguito un’ampia demolizione perché si può asportare ancora che porta via quasi mezza mammella con le tecniche della chirurgia cosiddetta estetica di mastoplastica si può raggiungere la ricostruzione della mammella demolita e come avete visto più di metà e un’ottima ricostruzione della mammella contro laterale con la tecnica della mastoplastica riduttiva. E questo è il sinergismo di lavoro sinergismo che vuole dire approccio multidisciplinare del trattamento del tumore della mammella approccio multidisciplinare che prevede la presenza di diversi specialisti che in tempi diversi concorrono a determinare il tipo di trattamento, la metodologia delle terapie che debbono essere fatte prima o dopo la chirurgia e che soprattutto culminano poi nel trattamento chirurgico che deve ovviamente deve essere eseguito strettamente dal chirurgo generale o bress surgeon dal chirurgo plastico e non ultimo dalla fisiatria o fisioterapia per capire veramente quali sono i problemi legati all’eventuale danno che noi possiamo dare alla paziente, il tutto quindi parte da una corretta informazione l’informazione è la base di tutto perché pensate solo a questo diagramma dove si rappresentano le diverse figure che possono approcciare e affrontare la paziente che sono il medico di famiglia l’oncologo medico i media che purtroppo molte volte con le loro notizie un po’ assurde non fanno che dettare inutili paure nelle pazienti affette da questa malattia faccio un esempio le protesi che si rompono sugli aerei che è una leggenda metropolitana, i chirurghi generali, i chirurghi plastici e tante ancora se ciascuno dà un’informazione diversa alla paziente alla fine la paziente è come un puzzle difficile da ricostruire per cui raggiungere un’uniformità di informazioni sarebbe già un passo avanti per permettere alle pazienti di poter scegliere in modo libero e indipendente e con cognizione il tipo di intervento che le viene proposto. Quindi bisogna cercare di raggiungere un linguaggio comune perché è vero che la paziente e il chirurgo sono come una squadra e la squadra perché hanno un goal comune da raggiungere che è l’obiettivo di fare un trattamento radicale dal punto di vista oncologico e che abbia anche un risultato cosmetico adeguato per cui io credo che sia fondamentale che noi diamo una risposta vera a questa domanda, cioè siamo noi che dobbiamo domandarci se siamo sicuri di informare in modo corretto la paziente, cosa vuol dire informare in modo corretto la paziente? Vuol dire dire alla paziente tutte le possibilità che sono nelle nostre mani per raggiungere il risultato e nello stesso tempo l’eventuale sequela o complicanze che questi tipi di trattamento potrebbero dare in altre parole sapendo che abbiamo un tempo necessario da quando visitiamo la paziente a quando la ricoveriamo offrirle con sincerità tutto quello che potrebbe succedere da ogni diverso tipo di trattamento chirurgico e ricostruttivo; faccio un esempio se facciamo una quadrantectomia sarà necessario rimodellarla dovrà fare la radioterapia che può dare problemi loco regionali, se necessita un re-intervento molto probabilmente è necessario ricorrere ad un intervento molto più invasivo quale un lembo muscolo cutaneo fino ad oggi, lo stesso bisogna avvisarla che se si mette una protesi la protesi non dura tutta una vita non è vero che sono impianti che durano tutta la vita, la protesi può dare dei problemi può dare le sue complicanze le sequele in modo tale che la paziente possa raggiungere con serenità una scelta definitiva sul suo trattamento.



ENGLISH

Was another work on breast surgery really necessary? Well, that’s a good question. It’s true that many titles are already available on the market. If we consider just the books that have been published recently, I think that, two or three books on this subject have been published last year. Along with my friend Querci Della Rovere, I have been involved too as co-author in a work dealing with oncoplastic breast surgery and I have recently co-authored some other texts with my friends Scott, Speare, and others as well. These titles provide of course a detailed description of the topic we are dealing with - namely breast reconstruction surgery - and yet, thinking about the work I have done in these last years with our school of reconstructive surgery, and thinking about how many surgeons, from all over the world, have come to see us at work and to get a first hand experience of our surgery techniques, well, thinking about all that, I have realized that by reading a book or by looking at the illustrations of even the most beautiful atlas of anatomy and surgery one can certainly learn much, but one cannot get the actual know-how that a real video with a three-dimensionally vision can provide. This is why my team of surgeons and I and have decided to create something new, I mean something useful and practical for all surgeons dealing with reconstructive surgery for the first time, that is: graduates specialising in reconstructive surgery, but also general surgeons, who sometimes have to face mastectomy and immediate breast reconstruction with tissue expanders, and even specialists, who want to improve and refine their techniques to fully master their expertise in breast reconstructive surgery. What can you learn from these DVD? You will have the chance to use a multimedia video, or rather a series of multimedia DVDs that will enable both beginners and experienced surgeons to actually see all the steps you should perform, from the patient’s physical exam, to the operation planning and the drawings, up to the surgical decision that, as I keep on saying at congresses, must be taken before the mastectomy itself. In fact, a good reconstruction starts from a good mastectomy and achieves its goal by planning first the initial reconstructive step, and then the second step, which could be the replacement of the prosthesis with a permanent implant, any adjustment and refining, or the reconstruction of the nipple. As you may imagine, to understand all that through a plain text is rather difficult. On the contrary, it can be easily understood through a series of multimedia videos where one can actually see, for example, how the drawings should be made on the patient, why the surgeon should measure and decide the kind of intervention to be carried out also in the contralateral breast, in order to achieve a good result, how the patient should positioned on the operating table, what kind of tools and techniques should be used, and above all the tricks required to achieve a good final result. In my opinion, this is the right tool we must offer to other surgeons. I think it’s a duty for us to put at their disposal our expertise with such a subject. I strongly believe this is the last piece of the puzzle required, so that breast reconstructive surgery may reach that state of the art that will allow anyone to reproduce and get the best results. Our ultimate goal in fact is to improve the quality of life of our patients.
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